Daniel_Lorusso

Covid, anche sulla pelle i segni dell’infezione

I dermatologi  hanno osservato delle lesioni cutanee provocate dal COVID-19 in un gran numero di pazienti ricoverati con infezione in corso, ma anche in asintomatici, definendo e pubblicando quindi delle evidenze che possono essere così riassunte: 1. La tipologia delle manifestazioni cutanee è quanto mai varia. 2. Segni cutanei possono essere riscontrati a qualunque età, nei soggetti pediatrici, giovani, adulti ed in età avanzata. Da sottolineare che i soggetti pediatrici e giovani, seppur colpiti in misura ridottissima dalle manifestazioni più drammatiche del Coronavirus, possono essere però asintomatici e quindi contagiosi. 3. Occorre distinguere tra i segni cutanei sicuramente imputabili al COVID-19, perché comparsi in corso di infezione accertata e manifestazioni cutanee sospette per infezione, perché comparse in soggetti asintomatici o con sintomi lievi. 4. In corso di infezione accertata sono stati riscontrati rash cutanei di varia morfologia diffusi a tutto il corpo, che insorgono generalmente in concomitanza con sintomatologia simil-influenzale e respiratoria. Può trattarsi di eruzioni cutanee simili per aspetto ai comuni esantemi infantili, ad esempio di tipo morbilliforme, oppure con vescicole simili alla varicella, o con pomfi che ricordano l’orticaria. L’eruzione cutanea può essere più o meno sintomatica (prurito), ed è di solito fugace, con risoluzione spontanea in alcuni giorni e senza esiti permanenti. È importante ricordare che quadri simili possono essere anche dovuti ad una reazione alle cure farmacologiche in corso, e quindi è indispensabile una valutazione dermatologica per la diagnosi differenziale. 5. Tra i segni cutanei con sospetto di correlazione con l’infezione in corso sono state segnalate particolari lesioni delle estremità (mani, piedi) che somigliano ai comuni geloni da freddo, ovvero macchie rosse, gonfie, con sensazione di prurito/bruciore. Da precisare che solo in pochissimi casi l’infezione da Coronavirus è stata accertata a causa della mancanza di test di laboratorio. Il sospetto che si tratti di lesioni correlate alla pandemia è originato dalle seguenti osservazioni:a. numerose segnalazioni di casi del tutto analoghi sono avvenute in coincidenza con il diffondersi della pandemia, in Italia e in tutto il mondo;b. il numero di queste segnalazioni è decisamente alto per la normale incidenza di geloni, soprattutto in questa stagione con temperature particolarmente miti.c. alcuni di questi pazienti hanno avuto contatti con familiari o altre persone colpite dal virus:d. infine, sono stati segnalati casi di lesioni “geloni-like” insorgenti contemporaneamente in familiari (fratelli), rendendo ancora più plausibile l’ipotesi infettiva. 6. Degno di nota è il fatto che queste lesioni delle estremità appaiono colpire in netta maggioranza soggetti in età pediatrica, bambini, adolescenti o comunque giovani, a differenza delle tipologie di lesioni cutanee presenti in soggetti sintomatici. 7. Quasi sempre queste lesioni cutanee sono presenti in assenza di sintomi generali o comunque con sintomi del tutto lievi e sfumati. Si tratterebbe, quindi, di manifestazioni cutanee come segno unico, iniziale, o “minimo” di possibile infezione asintomatica da Coronavirus. 8. L’interpretazione attuale è che questi particolari segni cutanei siano un effetto indiretto dell’infezione virale, attraverso un meccanismo di reazione immunologica che colpisce elettivamente i piccoli vasi sanguigni della cute. Indagini istopatologiche in corso confermerebbero questa ipotesi. https://www.instagram.com/p/CPxsLdlK21j/ https://www.instagram.com/p/CPduXdHqYqR/

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Calvizie, Le Vere Statistiche Sulla Caduta Dei Capelli

La perdita progressiva dei capelli è una problematica che interessa milioni di persone solo in Italia, e non solo uomini, come spesso si tende a pensare. In giro troverete molti numeri e molte statistiche sulla calvizie, ma non tutti possono ritenersi affidabili. Per fare chiarezza su una problematica che riguarda e interessa tante persone, il Centro Tricologico Istituto Helvetico Sanders, che opera da oltre 30 anni nel settore, ha realizzato un’infografica sull’argomento, che ci dà un quadro chiaro della situazione attuale. Calvizie maschile e femminile La calvizie maschile è sicuramente la più diffusa ed è caratterizzata da una recessione dei capelli, che interessa i lati della fronte e/o la zona superiore della testa: se la perdita di capelli prosegue, le due zone finiscono per incontrarsi e lasciando solo una linea di capelli sulla parte bassa, dietro la testa. In Italia, gli uomini che hanno un problema di caduta dei capelli sono il 39,01%, con una percentuale maggiore man mano che si alza l’età. Ma non sono solo gli uomini ad avere problemi di calvizie. L’alopecia femminile è molto più diffusa oggi che in passato e riguarda 4 milioni di donne in Italia, circa il 13% della popolazione femminile. Questo problema porta con sé molti inconvenienti a livello psicologico e sociale, molti più che nel caso degli uomini: una donna che perde una massiccia quantità di capelli non può tagliarsi drasticamente i capelli ed è complicato mascherare la calvizie. La calvizie in Italia e nel mondo Le statistiche riportate nell’infografica ci dicono che nei diversi paesi del mondo ci sono differenze sensibili per quanto riguarda il numero di persone affette da perdita di capelli. Nella top 10 dei paesi con più calvi troviamo al primo posto la Repubblica Ceca (42,79%), al secondo posto la Spagna (42,60€) e al terzo posto la Germania (41,64%). L’Italia si posiziona al settimo posto, preceduta da Francia, Regno Unito e Stati Uniti, e seguita da Polonia, Olanda e Canada. Il paese con meno calvi è risultato essere la Cina, dove solo il 20% degli uomini ha questo problema. Il motivo sta nella genetica: negli asiatici, è meno attivo l’enzima che converte il testosterone in DHT, responsabile principale della calvizie maschile. La calvizie è comunque un problema che si può affrontare e risolvere. Sempre più persone scelgono di intervenire in modo definitivo attraverso il trapianto: in Italia, circa 100mila persone si sono sottoposte ad un trapianto di capelli nell’ultimo anno. L’importante è informarsi correttamente e rivolgersi a professionisti del settore, che siano in grado di assicurare un trattamento sicuro e risolutivo.

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