Agricoltura

L’alternativa naturale esiste – Il modello Valle d’Aosta (NDMagazine Marzo 2024)

Scarica qui l’articolo completo di NDMagazine.it   IL MODELLO VALLE D’AOSTA La richiesta dell’Unione europea era di ridurre del 50% l’uso dei pesticidi chimici in agricoltura entro il 2030 e di ripristinare la biodiversità danneggiata entro il 2050. Poi l’annuncio, nei giorni delle proteste dei trattori, del ritiro della proposta di legge sui pesticidi chimici da parte della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – bollata da alcuni come la prima battuta d’arresto del Green Deal, il piano delle politiche per un’Europa più green e più competitiva – ha per ora ridimensionato gli scenari. Ma qualcosa in Europa, o meglio in Italia si sta muovendo. Su questa partita, la Valle d’Aosta, la più piccola regione dello Stivale, avrebbe tutte le carte in regola per bruciare le tappe e poter raggiungere gli obiettivi europei con molto anticipo. Ne è convinto Luciano Gastaldi, ricercatore e titolare dell’azienda Quantica R&D di Cuneo, ideatore di un sistema di coltivazione naturale che sfrutta le onde elettromagnetiche nella lotta ai parassiti.   ACQUA FUNZIONALE: COLLOQUIARE CON LE PIANTE Si tratta di un’«acqua funzionale» che si ottiene esponendo dell’acqua di pozzo alle onde elettromagnetiche. Inizialmente i test furono fatti con il rame, in seguito si comprese come, da questo, sarebbero nati decine di prodotti uno per ogni singola malattia (una nuova “farmacia” ) – allora si scelse di “colloquiare“ con le piante, tramite le sue stesse onde, ricordandogli come e cosa fare in caso di malattia e/o pericoli. Il risultato è un’acqua che si comporta come se contenesse tutte le indicazioni del sistema immunitario delle piante, in pratica un prezioso alleato delle piante, in forma stabile fino a sei mesi. Questo è possibile perché anche l’acqua ha una sorta di memoria: non solo si ricorda degli elementi con cui entra in contatto ma è anche capace di ritrasmetterne le loro proprietà. Basterà innaffiare il giardino diluendo l’acqua funzionale – disponibile sul mercato nella variante liquida o in polvere – con l’acqua del rubinetto per trasmettere alle coltivazioni tutti i suoi benefici, senza di fatto avere principi chimici inseriti.   TECNOLOGIA SMT La scoperta – chiamata tecnologia S.M.T. (Supra Molecolar Technology) – ha trovato terreno fertile in Valle d’Aosta, ponendosi come una valida alternativa totalmente naturale all’utilizzo di pesticidi e fitofarmaci. Negli ultimi due anni, è stata sperimentata con ottimi risultati al Centro agricolo dimostrativo di Saint-Marcel, di proprietà della Regione, e da diversi viticoltori e agricoltori della zona. I benefici vanno dal miglioramento dell’aspetto della pianta, che acquista profumi e colori più intensi, e, cosa molto importante, delle sue proprietà nutritive fino all’aumento della produttività e alla protezione totale dalle malattie. Ugo Lini, responsabile del Centro di Saint-Marcel, ha utilizzato l’«acqua funzionale» su diverse coltivazioni, dalle fragole alle patate, dalle zucchine alle melanzane fino ai pomodori e agli alberi da frutto. “Abbiamo iniziato a sperimentare l’acqua funzionale nella primavera del 2022 – ha spiegato durate un incontro che si è tenuto sia il 13 gennaio al palazzo della Regione che lo scorso 10 febbraio alla Maison Rosset di Nus – (prossimo evento a Saint Vincent l’11 aprile). Abbiamo fatto delle prove su una parcella di fragole, metà l’abbiamo coltivata utilizzando l’acqua funzionale e metà no. Dopo 15 giorni la metà trattata ha cambiato completamente il gusto delle fragole e abbiamo fatto un test di assaggio e 10 persone su 11 le hanno preferite. Hanno un gusto molto più equilibrato, hanno più vitamine e dalle analisi risultano molto più ricche dal punto di vista nutrizionale”. La sperimentazione è stata poi estesa a tutte le coltivazioni del Centro agricolo: “Abbiamo sempre avuto un’aumento della produzione che va dal 6% al 46% e tutti i prodotti che abbiamo fatto assaggiare avevano un gusto diverso – prosegue Lini -. Ad esempio le zucchine non trattate sono più amarognole e acquose, quelle trattate sono più asciutte, perdono l’amaro e sono più equilibrate e più buone. Si torna ad avere quel profumi e quel gusto della frutta e della verdura di un tempo che oggi abbiamo completamente perso”. Una volta acquistato, il prodotto va diluito con acqua all’1% – quindi un litro di «acqua funzionale» per 100 litri d’acqua – e poi va dato una prima volta, poi a distanza di sette giorni, poi quattordici, poi ventuno e infine ventotto giorni, preferibilmente il mattino presto o la sera. “Dal momento in cui si tratta la pianta cambia quasi subito aspetto – afferma il responsabile del Centro agricolo -. Ad esempio avevamo un pero che non era più in buone condizioni, lo abbiamo trattato e quest’anno ha fatto dei ricacci di un metro”. Anche Vincent Grosjean, viticoltore e presidente del Consorzio Vini Valle d’Aosta, ha iniziato a sperimentare l’acqua funzionale nelle sue vigne. “Nella primavera del 2022 ho conosciuto Luciano che mi raccontato delle cose sulle frequenze delle piante che assolutamente non conoscevo – racconta Grosjean, anche lui ospite dell’incontro -. Per quell’anno avevo già pianificato i trattamenti nella mia azienda e così ho rimandato la sperimentazione dell’acqua funzionale all’anno successivo. Nel frattempo ho avuto il piacere di assaggiare alcuni vini prodotti con l’uva trattata con quell’acqua ed è scoccata la scintilla”. Detto, fatto. Grosjean ha iniziato ad utilizzare l’acqua su un terreno nuovo di appena due anni: “Non abbiamo ancora potuto vedere il risultato finale sull’uva perché le piante di due anni hanno pochi grappoli, ma quelli che c’erano erano sanissimi e sono arrivati a perfetta maturazione ed era anche piacevole mangiarli perché erano puliti – dice -. Anche i tralci sono perfettamente sani e quindi io mi ritengo molto soddisfatto per il primo anno, sopratutto per non aver usato pesticidi che è l’elemento più impattante sicuramente per il consumatore ma anche per chi coltiva la vigna: il primo a subire i danni dei pesticidi è proprio chi lavora il vigneto”.   STORIA DI UNA RICERCA EFFICACE L’«acqua funzionale» è stata messa a punto da Luciano Gastaldi con il supporto scientifico dell’università di Praga, dell’Università statale agricola e dell’Istituto Accademia Russa delle Scienze di Kazan, entrambe nella Repubblica indipendente del Tatarstan

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ILFONT – Oltre il bio: il dolce sapore di un’agricoltura più etica

Cosa significa andare “oltre il bio“? Vuol dire coltivare utilizzando solo acqua, con gli enormi benefici che ne conseguono: stop a pesticidi e sostanze chimiche e, di conseguenza, agricoltori e consumatori non esposti ai loro effetti nocivi per la salute, piante più sane e resistenti, prodotti più buoni e nutrienti, impatto inquinante sull’ambiente azzerato. Stregoneria, utopia? Assolutamente no, e vi raccontiamo alcune delle realtà che ne stanno beneficiando attualmente. L’acqua, infatti, possiede questa curiosa capacità di conservare in memoria l’impronta delle sostanze con le quali entra a contatto per un po’ di tempo, a condizione che le sue molecole siano rese stabili. Inoltre, qualsiasi cosa nel mondo emette frequenze elettromagnetiche; non serve, quindi, che l’acqua entri in contatto con l’elemento stesso, ma bensì con la sua frequenza. Le testimonianze positive dell’impiego di acqua magnetizzata con frequenze aumentano di giorno in giorno. Tuttavia, Luciano Gastaldi, ricercatore scientifico della Ied Bioe Italia e ideatore del metodo, ha deciso di fare un passo in più. “È giusto che i consumatori, dopo aver constatato l’intenso sapore dei prodotti coltivati con questo metodo, siano al corrente anche della loro purezza. Ci occupiamo di controllare la crescita delle piante, permettendo loro di difendersi dai parassiti in maniera naturale. Per questo motivo andiamo oltre il bio, i nostri prodotti non hanno traccia di trattamenti chimici”, spiega entusiasta Gastaldi. Da qui l’idea di fondare il marchio “oltre il bio“, per permettere ai consumatori di riconoscere la nobile origine dei prodotti sia nei ristoranti, che dai produttori stessi. Il tutto, inoltre, è visibile sulla mappa presente nel sito della Bioe Ied Italia. Un padre, contadino ed enologo: l’esperienza con “oltre il bio” Nella splendida cornice delle colline astigiane, sono molte le realtà di aziende agricole a conduzione familiare. Tra queste, l’azienda agricola “Le more bianche” è guidata con esperienza dal proprietario Alessandro Bovio. Il suo approccio al lavoro in vigna è sempre stato di grande rispetto nei confronti della natura. “Nel 2013 sono diventato padre, ed è stato l’amore per mia figlia a guidare le mie scelte. Ho deciso di gestire la vigna come una volta, con rame e zolfo, dicendo basta ai prodotti chimici e di sintesi”, spiega Bovio. Questo dolce passo ci porta a un’inevitabile riflessione. Prima ancora dei consumatori, sono proprio i contadini stessi, e le relative famiglie, a subire l’impatto nocivo di pesticidi e prodotti chimici. Inoltre, lavorare con tute di protezione e maschere, non è mai piacevole, specialmente quando in estate si sfiorano punte di 40°C. Ed ecco che nel 2020 nasce il sodalizio con Luciano Gastaldi e il suo innovativo metodo per coltivare “oltre il bio“. “Stiamo cercando di utilizzare l’acqua informata per contrastare la flavescenza dorata che ha colpito alcune delle nostre piante”, spiega Bovio. Questa malattia, trasportata da una cicalina, porta all’ostruzione dei canali linfatici della pianta, causandone la morte. Per avere un’idea più chiara del processo, basti pensare ai problemi causati da un trombo nel corpo umano. “Contrastare questa malattia è di primaria importanza. Se si perde anche solo il 5% del proprio campo, i danni sono ingenti, sia per l’anno stesso, sia per i 5 successivi in cui le nuove piante non potranno generare frutti, e quindi fatturato”, afferma Bovio. Tuttavia, l’acqua magnetizzata, irrorata con le frequenze in grado di allontanare questo insetto, sta dando ottimi risultati. Inoltre, è in corso una piccola sperimentazione. “In botte sta fermentando del vino ricavato da grappoli che sono coltivati esclusivamente con quest’acqua: il sapore è di gran lunga più dolce e aromatico“. Tuttavia, bisogna ancora attendere. “Dobbiamo aspettare per capire se tali variazioni dipendono da fattori climatici che hanno caratterizzato questa annata, o se questo rivoluzionario metodo, più vicino alla natura, influisce positivamente anche sul sapore”, conclude Alessandro Bovio. Le pere di una volta: il gusto della semplicità Non lontano dai vigneti di Bovio, spicca un’altra di queste brillanti e promettenti realtà: la cascina Rundavì dei fratelli Bo. Questa azienda agricola, anch’essa a conduzione familiare, integra i valori della tradizione con moderne tecniche agronomiche. La filosofia dell’azienda emerge chiaramente dal loro motto:” Il rispetto dell’ambiente e della natura porta sempre ai risultati migliori“. Il prodotto di punta è la pera madernassa, autoctona della zona del Roero, ed è costantemente in pericolo. “Dobbiamo contrastare il colpo di fuoco batterico, l’alternaria, la psilla e molto altro. Purtroppo non possiamo lasciare che le piante crescano per conto loro, anche se ci piacerebbe, o rischiamo di non vedere frutti“, spiega Mauro Bo, contadino e proprietario dell’azienda. Per specificare, il colpo di fuoco è causato da un batterio in grado di disseccare una pianta in poco tempo, quasi come un incendio, da questo il nome che ne deriva. L’alternaria è un fungo che, in determinate condizioni, fa marcire le pere sulle piante. La psilla è un insetto che mangia le foglie del pero, è in rapida espansione poichè molti pesticidi hanno eliminato i suoi predatori naturali. “È sufficiente un piccolo quantitativo di acqua magnetizzata da diluire e miscelare in acqua normale, lasciando che il tutto riposi alcune ore“, spiega Mauro Bo. L’evidenza del fatto che si tratti solamente di acqua si ha con le rilevazioni dei residui di sostanze chimiche. “I nostri frutti sono, da sempre, molto al di sotto della soglia massima di presenza di residui chimici, ma quelli coltivati con quest’acqua non permettono neanche al rilevatore di segnalarne la presenza, sfuggono dal suo spettro di osservazione”, spiega entusiasta Mauro Bo. Inoltre, sempre lui, spiega come le pere coltivate con questo metodo siano più dolci, e i costi per produrle molto simili a quelle trattate con qualche elemento chimico. “I numerosi vantaggi mi rendono fiducioso: proverò man mano ad allargare questo metodo a tutta la mia produzione. Inoltre, il gusto dolce e intenso ricorda quello delle pere di una volta, quelle che nessuno è più abituato a mangiare”, conclude Mauro Bo. La “oltre il bio-social catena” di Cuneo I prodotti “oltre il bio“, coltivati con cura, vengono infine cucinati e serviti ai clienti, chiudendo il percorso della filiera da produttore a consumatore. A Cuneo Gabriella Ramondetti gestisce con passione il ristorante La Novella. Sede di una ex bocciofila che da poco tempo inizia a ospitare campi da paddle, questo ristorante mostra come il sapersi rinnovare sia uno dei suoi punti di forza. La sua clientela è già abituata alla cucina piemontese di molti prodotti a chilometro zero. Tuttavia, insieme a Luciano Gastaldi, nasce l’idea di proporre nel menù dei piatti la cui materia prima sia di derivazione “oltre il bio“. “Siamo soddisfatti di aver implementato queste proposte nel nostro menù. I clienti sono entusiasti e sono molti i commenti positivi“, spiega Gabriella Ramondetti. “Prodotti dal sapore intenso, ma anche sani per chi produce e chi consuma, rispettosi per ambiente, non possono che far parte della nostra proposta”, continua. A breve comparirà nel menù una spiegazione di come questi prodotti siano coltivati, di cosa voglia dire “oltre il bio”, ma Gabriella Ramondetti spende sempre qualche minuto per informare le persone che si siedono a tavola. “Se vogliamo sopravvivere alle multinazionali della ristorazione dobbiamo cooperare. Bisogna pensare all’intera filiera come a un singolo elemento. Un legame forte che unisce i ristoratori e i produttori, è l’unico modo per creare una solida economia nella nostra zona, in grado di mantenere alti livelli qualitativi a prezzi accettabili“, spiega Ramondetti. Queste parole possono ricordare la social catena descritta da Giacomo Leopardi nella poesia “La Ginestra”. Ma, questa volta, al posto della Natura nemica descritta dal poeta, vi sono i pesticidi, le sostanze chimiche, l’aumento dei prezzi, l’abbassamento degli standard qualitativi, la smoderata importazione di prodotti fuori stagione, da contrastare cooperando. Tuttavia,

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Giornata esperienziale in natura con i bambini

Il 28 aprile 2022 l’azienda IED BIOE ITALIA è stata invitata per la seconda giornata dedicata alla natura presso le scuole elementari di Priocca e Magliano Alfieri. I bambini hanno svolto dei temi molto carini e interessanti sulla giornata. Essere gentili con le piante, il pianeta, le persone e noi stessi aiuta a sviluppare l’empatia e le relazioni positive. Giocare con fiori e piante per i bambini ed ascoltare i suoni è stata un’esperienza divertente: dedicare una zona ai più piccoli è un modo coinvolgente per avvicinarli alla natura e alla scoperta di sinergia. L’essenziale è scegliere piante che accendano la loro curiosità e siano dotate quindi di velocità di crescita, dimensioni fuori dal comune, forme strane, colori vivaci e profumi particolari. Per sopravvivere e crescere al meglio, le piante hanno bisogno di tutta la nostra gentilezza e il nostro aiuto, prendersi cura delle piante aiuta i bambini a sviluppare un senso di premura verso chi ne ha più bisogno. Esistono molte prove dell’effetto del suono sulle piante. Gli esperimenti condotti nel corso dei decenni con varie frequenze, nei contesti più disparati, su specie vegetali diverse, hanno evidenziato come le onde sonore possano influire sulla crescita. I tentativi di capire il perché, il come e il quando le piante reagiscono al suono, vanno inseriti in un contesto ben più profondo, in cui una rinnovata sensibilità ambientale ci spinge a trovare nuovi canali di comunicazione tra natura e bambini.

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Il Suono delle Piante

Il 3 marzo 2022, presso le scuole elementari di Govone, in occasione della prima giornata della natura organizzata dalle insegnati della Scuola, la IED ha avuto l’opportunità di far provare ai bambini l’esperienza di sentire il suono delle piante. La voce delle piante è una melodia che nasce dal movimento della linfa e si traduce in musica diversa aseconda della pianta. Per sentire il suono di ognuna, è stato inventato uno strumento che viene collegato con un sensore allafoglia della pianta, mentre l’altra parte si inserisce nel terreno. La musica delle piante avviene con latraduzione in note musicali dello scorrere della linfa e dei messaggi sonori che le piante emananoall’ambiente. Un ringraziamento speciale va non solo ai bambini, ma a tutte le maestre!

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9th World Water Forum e presentazione S.M.T.©

21-26 Marzo 2022 a Dakar si è tenuto il 9th World Water Forum alla presenza dei più grandi scienziatiprovenienti da tutto il mondo, durante il quale è stata presentata ufficialmente presentata la nostratecnologia SMT che ha ricevuto l’accredito scientifico con la pubblicazione del nostro articolo il 25 aprile2022 sul Water journal. L’ S.M.T.© è un ponte per comprendere come l’acqua sia coinvolta nel processo di ricezione e trasmissione di energia. In questo caso non si è discusso sulla MI (Memoria-Informazione): ma, su come l\’acqua è in grado di ricevere e memorizzare le diverse informazioni (frequenze d’onda) ed è in grado di trasmettere tale frequenze memorizzate.

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Agricoltura per il futuro

Martedì 11 ottobre c’è stato un importante evento ad Aosta,dove sono stati presentati i risultati della sperimentazione agricola al centro dimostrativo di Saint Marcel. Nella presentazione degli scenari innovativi in agricoltura, hanno partecipato varie figure,tra le quali ,vi è stato un intervento da parte di Luciano Gastaldi, responsabile scientifico della IED BIOE ITALIA. Ospite d’onore Vitiello Giuseppe, prof di teoria quantistica e ricercatore istituto fisica nucleare Università di Salerno. I dati tecnici verranno rilasciati nei prossimi giorni. Nonostante l’uso della tecnologia non rispecchi l’ideale romantico e tradizionale di agricoltura, pensata come mestiere del passato a stretto contatto con la natura, al giorno d’oggi è importante riconoscere l’efficacia delle innovazioni tecnologiche in agricoltura specialmente per quanto riguarda il tema della sostenibilità e della tutela ambientale.   Incidere sull’avanguardia, ci richiede di intraprendere all’unisono un percorso di trasformazione radicale della coscienza. Un tempo, ciò che l’essere umano si aspettava dalle forze superiori, oggi se lo procura con iniziativa ed alchimia. Il tutto finalizzato ad un equilibrio dentro e fuori di noi, poiché tutto è energia e tutto si espande e vibra all’unisono nei cicli naturali della vita, delle coltivazioni, fondamentali per svolgere un tipo di agricoltura biologica nel pieno rispetto dell’ambiente e della nostra salute. Spesso la mancata adesione all’uso di tecniche innovative è dovuta ad un atteggiamento restio da parte delle aziende agricole nei confronti delle nuove tecnologie, percepite come strumenti particolarmente complicati o utopici. Crediamo che sia importante supportare e rendere sempre più accessibili gli strumenti tecnologici di precisione in agricoltura, peraffiancare gli agricoltori nel loro impegno costante e nel lavoro quotidiano, fornendo un supporto reale nei processi di sana coltivazione.

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L’acqua informata, attraverso la Tecnologia S.M.T.©, e la sua applicazione pratica per il futuro del benessere.

Il Font ha pubblicato un articolo, nel quale si scopre come l\’acqua possa avere una memoria, rispetto alle sostanze con le quali entra in contatto. Tale principio è stato adottato dal ricercatore Luciano Gastaldi nella Tecnologia S.M.T.©, utilizzando frequenze stabilizzate attraverso apparecchiature elettroniche adottate a questo scopo. L\’utilizzo ha iniziato a dare enormi frutti in ambito agricolo, sostituendo fitofarmaci e pesticidi. Un esempio efficace è stato il ripristino di parassiti, attraverso due cicli di irrigazione con acqua informata da frequenze stabilizzate all\’albero del melo. Un altro esempio è stato su fragole e patate. I campi irrigati hanno prodotto più vitamine, più proteine e meno nitrati. Non utilizzare sostanze inquinanti vuol dire più agricoltura sostenibile per prodotti e per l\’ambiente. Visualizza l\’articolo Clicca qui

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Basi Chimiche E Fisiche Dell’acqua E Sue Anomalie

Acqua: le basi fisiche. (Prima parte) Immagine 1 : molecola dell’acqua, il più piccolo magnete La molecola dell’acqua ha una struttura chimico-fisica molto semplice. È costituita da due atomi di idrogeno (posizionati secondo un angolo di 104,7°) ed uno di ossigeno. Questa posizione ad angolo è il risultato della carica negativa tra i due poli che si respingono. Si parla della cosiddetta repulsione elettrostatica. L’acqua ha un comportamento diamagnetico (Il diamagnetismo è una diversa forma di magnetismo, che alcune sostanze mostrano in presenza di campi magnetici, polarizzandosi in senso opposto al campo magnetico applicato). L’atomo di ossigeno nell’acqua ha una maggiore elettronegatività rispetto all’idrogeno, ma ha solo sei elettroni nella sua orbita esterna, e per questo motivo attrae a sé due elettroni di collegamento. Il punto di congiunzione tra questi due elettroni è più vicino all’atomo di ossigeno, e a seguito di questa attrazione l’ossigeno si carica leggermente di carica negativa, l’idrogeno al contrario si carica leggermente di carica positiva. All’esterno l’atomo è elettricamente neutrale. Data l’asimmetria della carica elettrica all’interno della molecola, abbiamo la formazione di un dipolo (sistema costituito da due cariche elettriche uguali e di segno opposto collocate a breve distanza l’una dall’altra), questa scoperta permise a Linus Pauling di vincere il Nobel per la fisica. In seguito a questa formazione si formano quindi i ponti dell’idrogeno che si legano alle particelle di ossigeno e formano delle composizioni di circa 200-400 molecole. Nasce  la macromolecola . Da qui risultano proprietà speciali che esulano dalla solita fisica. Scientificamente questo fu dimostrato da Ludwig e Kokoschinegg. Immagine 2: idrogeno, la formazione del ponte

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Impatto Del Covid19 Sulla Sicurezza Alimentare

La produzione alimentare locale non è un concetto nuovo, ma è una componente vitale della sicurezza alimentare. In effetti, la tendenza a \”mangiare locale\” è in aumento da un po\’ di tempo. Molti hanno votato a favore della produzione locale come mezzo per sostenere gli agricoltori locali, migliorare l\’economia locale, garantire la salute della popolazione e dell\’ambiente e sviluppare reti alimentari più resistenti. Tuttavia, durante la pandemia, a questo dibattito è stata aggiunta una dimensione completamente nuova, rendendo la produzione alimentare locale una soluzione pratica per garantire la sicurezza alimentare. La necessità di crescere localmente non è più solo una moda, ma una necessità esistenziale. Local è la risposta – qual è la domanda? Ad aggravare questa sfida ci sono gli impatti dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche del nostro pianeta. La Thailandia, ad esempio, sta affrontando la peggiore carenza idrica degli ultimi 40 anni , causando enormi danni al settore agricolo, con un impatto particolare sulle principali colture thailandesi di zucchero, gomma e riso. Secondo la ricerca Krungsri della Bank of Ayudhya, il paese potrebbe subire un\’ulteriore perdita di 46 miliardi di baht thailandesi (1,5 miliardi di dollari) a causa della siccità del 2020.    A volte si tratta più di priorità di assegnazione dell\’acqua piuttosto che di carenza d\’acqua. Negli ultimi due anni , l\’ Australia ha spostato la sua acqua per l\’irrigazione da prodotti di base come grano e riso ai frutteti,  causando una drastica riduzione della produzione nazionale di riso. La pandemia di COVID-19 ha evidenziato il rischio per la sicurezza alimentare che questo approccio può comportare.    Ridurre la dipendenza dalla pioggia e aggiungere cicli di coltivazione delle colture  : con l\’aumento degli eventi meteorologici estremi, sono in gioco le colture alimentate dalla pioggia. Nessuna pioggia significa meno acqua disponibile per le piante e quindi una resa inferiore o, in casi estremi, rese devastate. Inoltre, le colture pluviali dipendono dalla stagione delle piogge, mentre i metodi di coltivazione irrigua consentono in molti casi una produzione per tutto l\’anno o almeno due cicli colturali all\’anno. Aumento della resa  : l\’irrigazione di precisione è una tecnologia innovativa in cui le piante ottengono un apporto costante di acqua e sostanze nutritive direttamente alla zona delle radici in piccole dosi. Ciò elimina la carenza di acqua o di nutrienti e ottimizza la produttività dell\’impianto. Nell\’ultimo decennio, IED HOLDING e diversi istituti di ricerca hanno investito molto in ricerca e sviluppo (R&S) per trovare la migliore soluzione per la  coltivazione del riso con l\’irrigazione a goccia  invece delle tradizionali risaie. Quindici anni di prove in India, Turchia, Cina, Italia e Spagna hanno mostrato risultati incoraggianti. L\’irrigazione a goccia ha portato a una riduzione del 60% del consumo di acqua e del 30% di fertilizzante per livelli di resa equivalenti o superiori. Grazie a un\’irrigazione mirata, l\’evaporazione, il ruscellamento e la lisciviazione sono molto inferiori. Infine, il drip è un modo molto meno inquinante di coltivare il riso con una drastica riduzione delle emissioni di metano e della contaminazione delle falde acquifere.   Man mano che i paesi iniziano a spostarsi verso pratiche agricole sostenibili, il settore pubblico avrà un ruolo cruciale da svolgere. Il governo cambogiano, ad esempio, ha recentemente annunciato il suo piano  per investire ulteriormente nello sviluppo di sistemi di irrigazione e infrastrutture di stoccaggio dell\’acqua  al fine di migliorare la gestione dell\’acqua e mitigare gli effetti di siccità e inondazioni. Anche altri governi stanno effettuando questa transizione offrendo sussidi e guidando  progetti di irrigazione comunitaria  che renderanno economicamente fattibile la realizzazione di progetti infrastrutturali completi e su larga scala.  Produzione locale resa possibile dall\’irrigazione di precisione: cosa c\’è dopo? In una recente intervista con  EURACTIV , i legislatori e le parti interessate dell\’UE hanno concordato sul fatto che l\’attuale crisi dimostra la necessità di concentrarsi sulla costruzione della resilienza dei sistemi alimentari in Europa. La produzione alimentare locale resa possibile da un\’economia efficiente delle colture e da  un\’irrigazione di precisione  è un buon punto di partenza per garantire la sicurezza alimentare. La crisi può portare a scoperte e accelerare il cambiamento. C OVID -19 ha  portato i  paesi a esaminare e cambiare il modo in cui si approvvigionano di cibo. Hanno imparato che devono  essere autosufficienti e affrontare  i problemi che rendono più sostenibile la coltivazione del cibo a livello locale. Speriamo che la pandemia abbia anche un effetto positivo sul modo in cui manteniamo una produzione alimentare locale sostenibile per garantire la sicurezza alimentare per tutti.  

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Costruire Sistemi Agroalimentari Sostenibili E Resilienti In Cima All\’agenda Del Vertice Agrf

Le azioni per creare sistemi alimentari resilienti e sostenibili in Africa per aumentare la sicurezza alimentare e il reddito, hanno sostenuto le discussioni al vertice di quest\’anno dell\’Alleanza per una rivoluzione verde in Africa (AGRF).   Tenutosi in Kenya, un numero record di scienziati, agricoltori, funzionari governativi e capi di organizzazioni per lo sviluppo hanno partecipato al vertice per impegnarsi in sessioni sul futuro dei sistemi agroalimentari africani. Venendo poche settimane prima del vertice Sistemi alimentari delle Nazioni Unite il 23 ° settembre oratori di spicco hanno evidenziato l\’importanza critica di Africa nel globale trasformazione del sistema alimentare. Intervenendo al Summit, HE Uhuru Kenyatta, Presidente del Kenya, ha dichiarato: “Abbiamo l\’opportunità di riformulare radicalmente la posizione del cibo e della nutrizione nei nostri paesi, nel continente e a livello globale. Se avremo una volontà, credo che avremo un modo”. È stata evidenziata l\’urgenza di aumentare gli investimenti nella catena del valore agroalimentare. Lucy Muchoki, amministratore delegato del Consorzio panafricano per l\’agricoltura e l\’agroindustria, ha ribadito che la trasformazione economica del continente sarà guidata dai suoi abitanti, ma che è necessario un maggiore sostegno da parte dei partner per lo sviluppo. I relatori hanno anche discusso del ruolo fondamentale del settore privato e dei giovani africani nel guidare la trasformazione.   \”È stato difficile attirare i giovani verso l\’agricoltura, ma stiamo lavorando per rendere l\’agricoltura entusiasmante, anche attraverso la tecnologia dell\’agricoltura digitale\”, ha affermato l\’on. Dr. Hadiza Sabuwa Balarabe, Vice Governatore dello Stato di Kaduna in Nigeria. La costruzione della resilienza è stato un altro tema del vertice. \”Il vertice di quest\’anno descrive in dettaglio i passi pratici che tutte le parti interessate, dai governi e dalle organizzazioni regionali al settore privato, devono intraprendere per ricostruire e migliorare i sistemi alimentari africani\”, ha affermato la dott.ssa Agnes Kalibata, presidente dell\’AGRA e inviato speciale delle Nazioni Unite al vertice sui sistemi alimentari del 2021. Da conflitti, condizioni climatiche estreme, epidemie di malattie e altro sono spesso i motori dell\’insicurezza alimentare e della povertà. I relatori hanno condiviso la loro esperienza nella costruzione della resilienza, come nuove tecnologie e attrezzature che aiutano ad aumentare l\’efficienza in azienda. Alcune delle risoluzioni del Summit informeranno la presentazione del continente al Summit delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari a New York dal 23 settembre 2021.  

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Mancano I Fertilizzanti Minerali Concimazioni A Rischio

Confagricoltura Emilia-Romagna lancia l’allarme: da Russia, Egitto e dai paesi dell’Europa dell’Est come pure da Francia e Germania, arriva normalmente il 75-80% degli elementi nutritivi alla base dei concimi e in particolare l’azoto. Ma adeso è tutto praticamente bloccato Il ritardo è spaventoso: mancano i piani d’importazione dei fertilizzanti minerali. L’allarme viene espresso in una nota da Confagricoltura che si fa anche portavoce dei principali stabilimenti di concimi sul territorio, che non hanno la materia prima per preparare il prodotto. L’Italia dipende fortemente dall’estero, e questi prodotti non si trovano neanche pagando a caro prezzo. «Mettiamo a rischio le concimazioni programmate per la prossima campagna – afferma il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini -. Da Russia ed Egitto, ma anche dai paesi dell’Europa dell’Est come pure da Francia e Germania, arriva il 75-80% degli elementi nutritivi alla base dei concimi utilizzati in Emilia-Romagna in particolare l’azoto».Forte dipendenza dall’estero L’Italia – secondo Confagricoltura – impiega nell’agricoltura un volume annuo di fertilizzanti pari a 2,5 milioni di tonnellate (fonte Silc), ma solo una percentuale ridotta, quella di origine organica, è reperibile sul mercato nazionale. La restante parte non può essere prodotta internamente perché costituita da sostanze minerali esclusivamente d’importazione. Il loro costo, spinto in alto dai rincari dell’energia e della logistica, ha frenato gli importatori italiani aprendo una fase di stallo. Ottimizzazione delle concimazioni «Sono allo studio strategie alternative, in collaborazione con aziende produttrici leader. Stiamo lavorando – spiega Bonvicini – a protocolli di coltivazione in grado di ottimizzare la concimazione e ridurre fino al 30% il bisogno di azoto grazie all’impiego di input sostitutivi».Nel nuovo scenario diventa peraltro cruciale favorire la concimazione organica, ricca di azoto e dall’alto valore fertilizzante. «Occorre infatti – conclude Bonvicini – rivalutare positivamente l’uso agronomico degli effluenti di allevamento, troppo spesso oggetto di polemiche strumentali, e del digestato da reflui zootecnici quale residuo del processo di digestione anaerobica finalizzato alla produzione di biogas o biometano».

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Dobbiamo Smettere Di Considerare Le Acque Reflue Come Rifiuti

Quando pensi alle acque reflue cosa ti viene in mente (e naso)? Probabilmente, una lunga lista di sostanze colorate maleodoranti e torbide: rifiuti umani, liquami, avanzi di cibo, oli, saponi e inquinanti chimici. Sebbene nessuno sostenga che le acque reflue siano un cocktail disordinato, un enorme rischio ambientale e un doloroso mal di testa per l\’industria e i comuni, ha anche un potenziale inespresso come prezioso contributo all\’agricoltura sostenibile e a un futuro sicuro alimentare globale. Dato che metà della popolazione mondiale subirà un grave stress idrico entro il 2030 , è giunto il momento di smettere di considerare le acque reflue come una responsabilità e iniziare a massimizzare il loro potenziale come risorsa. Acque reflue: un tesoro travestito Le acque reflue di solito sono costituite dal 99% di acqua e dall\’1% di solidi sospesi, colloidali e disciolti come nutrienti, agenti patogeni, metalli pesanti, feci umane, oli, ruscellamento e sostanze chimiche tossiche. Sebbene le acque reflue non possano essere utilizzate non trattate, ci sono enormi vantaggi nel recuperare i nutrienti essenziali per il riutilizzo. Gli agricoltori si stanno rendendo sempre più conto del potenziale delle acque reflue trattate per il suo alto contenuto di nutrienti e la sua capacità di integrare le risorse idriche. Se applicate in modo sicuro, le acque reflue sono una preziosa fonte di acqua e sostanze nutritive, che possono contribuire in modo significativo alla sicurezza idrica e alimentare in tutto il mondo. Perché non possiamo scaricare le acque reflue nei nostri campi? Riutilizzare le acque reflue così come sono per l\’irrigazione delle colture è una pessima idea (e illegale nella maggior parte del mondo). Se le acque reflue non vengono trattate adeguatamente prima di essere applicate tramite l\’irrigazione, possono causare seri problemi al suolo, alle colture, alle acque sotterranee e anche alla salute degli agricoltori e dei consumatori. Per utilizzare in sicurezza le acque reflue, è necessario trattare gli scarichi industriali e gli effluenti urbani. Il trattamento delle acque reflue è un processo utilizzato per rimuovere i contaminanti dalle acque reflue o dalle acque reflue e convertirle in una soluzione che può essere restituita al ciclo dell\’acqua. Ci sono numerosi vantaggi nell\’utilizzo di acque reflue trattate. Migliora la disponibilità di acqua durante tutto l\’anno e promuove lo sviluppo di ulteriori fonti d\’acqua per l\’industria, i comuni e, soprattutto, l\’irrigazione per l\’agricoltura e la produzione alimentare. Perché non lo fanno tutti? Il processo di recupero delle acque reflue è sottoutilizzato a livello globale a causa del costo delle procedure di trattamento, della mancanza di regolamentazione in molte parti del mondo e della preoccupazione generale dell\’opinione pubblica. Ad oggi, l\’irrigazione con acque reflue bonificate rappresenta solo l\’1% dell\’acqua utilizzata. In Nord America, viene trattato il 75% delle acque reflue totali, ma viene utilizzato solo il 3,8% di quelle acque reflue trattate. In Europa viene riutilizzato solo il 2,4% delle acque reflue trattate (700 Mm3/anno). Se l\’intero volume di acque reflue trattate in Europa fosse riutilizzato, fornirebbe il 44% del fabbisogno irriguo agricolo, riducendo il 13% dei prelievi da fonti naturali. In altre parti del mondo, alcuni paesi hanno iniziato ad adottare misure per garantire che le loro esigenze idriche vengano soddisfatte utilizzando acque reflue trattate. Israele è un buon esempio di investimento strategico nel riutilizzo delle acque reflue trattate per l\’irrigazione. Paese semi-arido che storicamente soffre di scarsità d\’acqua, Israele ha compiuto passi avanti per raggiungere la sicurezza idrica rivoluzionando i suoi programmi di riciclaggio dell\’acqua. Oggi, quasi il 90% delle acque reflue israeliane viene riciclato , circa quattro volte in più rispetto a qualsiasi altro paese al mondo. Il 45% dell\’acqua utilizzata in agricoltura è trattata come effluente. Irrigazione a goccia in soccorso La regolamentazione ha un ruolo fondamentale da svolgere nella capacità di riutilizzare le acque reflue. Nei paesi che utilizzano l\’acqua recuperata in agricoltura come Israele, Cile e Messico, le linee guida limitano l\’uso di acqua recuperata attraverso irrigatori, spruzzi, inondazioni e solchi poiché esiste il pericolo di esporre le colture agli agenti patogeni umani. Ciò è particolarmente vero per quanto riguarda le colture alimentari. L\’irrigazione a goccia affronta direttamente i problemi della dispersione sicura degli effluenti delle acque reflue e offre quattro vantaggi chiave rispetto ai metodi di dispersione convenzionali: Riduce al minimo i rischi per la salute associati all\’esposizione all\’acqua recuperata poiché il gocciolamento applica l\’acqua in una posizione precisa e riduce il rischio di avere un contatto diretto tra la coltura e le acque reflue trattate. Riduce al minimo l\’esposizione alla responsabilità associata all\’overspray e alle derive dei sistemi di irrigazione convenzionali, specialmente in prossimità di proprietà residenziali. Elimina la lisciviazione, riducendo così al minimo il potenziale degrado delle acque sotterranee e/o l\’inquinamento vicino alla costa. Elimina i problemi di ruscellamento, ristagno e odore. Le acque reflue contengono elevate concentrazioni di solidi disciolti che in alcuni casi potrebbero creare un rischio di intasamento o parziale intasamento del sistema di gocciolamento. La buona notizia è che c\’è una soluzione per questo. Esiste un\’ampia gamma di filtri in grado di proteggere efficacemente i sistemi di irrigazione a goccia dall\’acqua fortemente contaminata. Tali filtri possono catturare tutte le particelle di grandi dimensioni che potrebbero influire sull\’uniformità dell\’irrigazione e pulirle efficacemente dal sistema. Nella corsa per trovare soluzioni per l\’utilizzo dell\’acqua recuperata, Netafim e l\’industria globale dell\’irrigazione hanno sviluppato negli anni filtri altamente efficienti e varie tecnologie in grado di garantire che le acque reflue che fluiscono attraverso il sistema di gocciolamento non lo intasino. Diventare creativi con il drip In tutto il mondo, Netafim ha collaborato con le comunità agricole per combinare le tecnologie di irrigazione a goccia con le acque reflue trattate per rispondere alla scarsità d\’acqua. In California, Netafim USA ha aperto la strada a una soluzione pluripremiata per le acque reflue lattiero-casearie a 360 gradi per aiutare i caseifici a gestire i rifiuti di letame. La risposta sta nell\’utilizzo di una filtrazione avanzata e di una tecnologia proprietaria per miscelare le acque reflue del latte con acqua dolce, consentendo l\’applicazione coerente e affidabile degli effluenti lattiero-caseari come fertilizzante ricco di sostanze

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Micro Ortaggi In Cucina

MICRO ORTAGGI   I micro ortaggi piacciono perché aiutano non solo a decorare i piatti in modo scenografico ma grazie al sapore intenso e all\’odore evocativo aggiungono carattere alle preparazioni Sono facili da usare basta tagliare e guarnire qualsiasi tipo di piatto dal semplice panino alle pizze agli aperitivi alle zuppe inoltre hanno ottime qualità nutrizionali Secondo alcuni studi effettuati dal Dipartimento dell\’Agricoltura statunitense i micro ortaggi contengono in media livelli cinque volte più elevati di vitamine e carotenoidi rispetto alle rispettive piante adulte Le Nostre Ricette Risotto con Micro Ortaggi di Ceci e parmigiano di semi oleosi  Ricetta facile e veloce ma molto gustosa Tagliuzzate grossolana-mente con la mezzaluna i micro ortaggi di ceci Preparate soffritto con cipolla carota e sedano e fate soffriggere il tutto con un paio di cucchiai di olio evo Aggiungere micro ortaggi di ceci e fateli ro-solare insieme alle verdure Se volete aggiungete anche una manciata di piselli Procedere poi come per la preparazione di un normale risotto  aggiungete il riso semintegrale fatelo insaporire insieme alle verdure fate sfumare con il vino e poi aggiungete a poco a poco il brodo di verdura mescolando di tanto in tanto Quando pronto aggiungete un paio di cucchiai di panna vegetale soia o riso o avena o quella che preferite e il parmigiano di semi che si ottiene semplicemente mettendo tutti i semi zucca girasole sesamo e lino  nel macinino e macinandoli Prima di servire aggiungete una manciata di micro ortaggi freschi e colorati

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